Sabrina Ferilli

Sabrina Ferilli
Cognome Ferilli
Nome Sabrina
Nome Anagrafe
Data di Nascita 28/06/1964
Luogo di nascita Roma, Italia
Segno Zodiacale Cancro

Sabrina Ferilli nasce a Fiano Romano, il 28 giugno del 1964.
La sua formazione si conclude al Centro Sperimentale di Cinematografia della capitale, fissando, nel 1986, il suo esordio televisivo con “Portami la luna”.

Franco Ferrini, notandola all’opera nel film precedente, vuole che si metta a sua disposizione per “Caramelle da uno sconosciuto”. Un paio di anni più tardi, è impegnata nelle riprese de “Il volpone”.

Alla fine degli anni Ottanta, Mario Monicelli la vuole in un suo film comico ispirato a un opera iberica, “I picari”.

Nel decennio seguente sopraggiunge il successo, prima con “La strada di Ball”, replicando poi con “Americano Rosso” e concludendo con “Piccoli omicidi senza parole”, tre pellicole che la fanno rifulgere come un nuovo astro del nostro firmamento cinematografico.

Marco Ferreri, fautore della sua consacrazione come attrice, la scrittura per il suo “Diario di un vizio”. Una riconferma del suo talento è con la sua partecipazione a “Il giudice ragazzino”.
Diversissima la sua seguente esperienza in “Anche i commercialisti hanno un'anima”.

L’apice carrieristico lo raggiunge, grazie a Paolo Virzì, nella sua “La bella vita”, dove la Ferilli interpreta una parte che le fa conquistare il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista e anche il Ciak d’Oro.

Subito dopo, Ricky Tognazzi costringe Sabrina ad addentrarsi nell’inferno dello strozzinaggio con “Vite strozzate”, per poi lasciarla libera di partecipare a “Ferie d'agosto” e “Ritorno a casa Gori”.

I fratelli Taviani non hanno dubbi quando scritturano lei per “Tu ridi” e altrettanto fa Nuti, quando la vuole nei panni di una bellissima prostituta ne “Il signor Quindicipalle”.

Verso la fine degli anni novanta, è l’intrattenimento è rapirla con Pippo Baudo che le spalanca le porte del Teatro Ariston per il Festival di Sanremo.

Una delle ultime perle di Sabrina Ferilli rimane nell’immaginario collettivo, quando impersona “Dalida”, dando conferma di essere una affascinante e versatile professionista del nostro cinema.

 
 
 

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