Ferruccio Amendola

Ferruccio Amendola
Cognome Amendola
Nome Ferruccio
Nome Anagrafe
Data di Nascita 22/07/1930
Luogo di nascita Torino, Italia
Segno Zodiacale Cancro

Ferruccio Amendola, uno dei più noti doppiatori e attori italiani, è nato a Torino il 22 luglio del 1930 ma è cresciuto e ha vissuto a Roma.

E’ stato educato in una famiglia di attori, registi e sua nonna fu un’insegnante di dizione.

Ha fatto la sua prima esperienza come doppiatore quando aveva solo cinque anni, prestando la sua voce al bambino del capolavoro del neorealismo “Roma città aperta”.

Ha sempre mantenuto la passione e l’amore per il cinema e il teatro.
A tredici anni ha vestito i panni dello scatenato Gian Burrasca nell’omonimo film del 1943, diretto da Sergio Tofano.

Durante la giovinezza ha recitato su molti palcoscenici, anche accanto a Walter Chiari e ha partecipato a diverse pellicole prodotte a basso costo, note anche come “musicarelli”.

Nel 1959 ha recitato accanto ad Alberto Sordi e Vittorio Gassman in “La grande guerra” di Mario Monicelli.

Negli anni successivi è apparso anche in “La banda del buco”(1960) di Mario Amendola, “Marinai in coperta” (1967) di Bruno Corbucci e “Chissà perché…capitan tutte a me!” (1980) con Bud Spencer.

Tra gli anni ’80 e i primi anni ’90 è stato molto amato dal grande pubblico per aver interpretato alcuni personaggi in varie fiction per la televisione italiana tra cui citiamo “Storie d’amore e amicizia” (1982), “Quei trentasei gradini” (1984) in cui ha vestito i panni di un portinaio, “Little Roma” (1987) che lo vede protagonista con il ruolo di un barbiere e “Pronto Soccorso” (1990) per cui viene ricordato per aver interpretato il Dottor Aiace.

A partire dagli anni ’70 la sua fama è stata soprattutto legata alla sua carriera di doppiatore.

In Italia per moltissimi anni è diventato l’inconfondibile voce di attori famosissimi come Robert De Niro, Dustin Hoffman, Sylvester Stallone e Al Pacino.

Ha caratterizzato fortemente le versioni italiane di capolavori cinematografici come “Il Padrino”, “Serpico”, “Taxi Driver”, “Rocky”, “Rambo” e “Gli intoccabili”.

Il 3 settembre del 2001, dopo aver subito una lunga e dolorosa malattia, si è spento accanto alla sua famiglia composta dalla moglie, la doppiatrice Rita Savagnone e dai figli Silvia, Federico e Claudio che è diventato anch’egli uno dei volti più noti del cinema italiano.
 
 
 

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